La Mira Lanza di Roma

Nel 1899 la Società prodotti chimici colle e concimi acquista dalla famiglia Ceccarelli un terreno nella zona sud di Roma, poco distante dal mattatoio, sul lato opposto del Tevere. Ad opera dell’ingegner Giulio Filippucci vengono costruiti i primi edifici in mattoni dell’opificio che comprendono la produzione del superfosfato, dell’acido nitrico e dell’acido solforico. Vengono anche costruiti i forni per la pirite, materia prima con cui si preparano i fertilizzanti.

Magazzini (attuale teatro India) e forni pirite (1899) [1]

Nel 1906 parte dell’area viene venduta alla Società italo americana per il petrolio, che ci farà un deposito, e nel 1913 la Società prodotti chimici colle e concimi cessa la propria attività. A seguito del fallimento l’area passa al Comune di Roma che, con il sindaco Ernesto Nathan, pianifica di destinarla ad impianto per la gestione dei rifiuti. Tale progettò non andrà mai in porto poiché pressioni politiche spingeranno il Comune a vendere l’area alla Fabbrica candele steariche di Mira. La Mira, infatti, oltre a produrre candele produce anche glicerina che viene usata per la produzione di esplosivi e produrre tale componente a Roma è di importanza strategica per rifornire i dinamifici di Segni e di Isola del Liri. Inoltre l’area è vicinissima al mattatoio di Roma, i cui scarti grassi sono usati per la produzione di sapone, e a due importanti direttrici logistiche:  la linea ferroviaria Roma-Civitavecchia (che allora passava sull’attuale “ponte di ferro“) e il Tevere. Inoltre, con la guerra in corso, la Mira si trova costretta a delocalizzare al sud poiché nello stabilimento di Mira la mano d’opera maschile è tutta al fronte.

Al termine della prima guerra mondiale la Mira inizia ad allargare lo stabilimento poiché i fabbricati e macchinari della precedente società sono inadatti alle nuove produzioni. Oltre a quanto necessario per la produzione, vengono anche costruiti un refettorio, un asilo per i bambini degli operai, un’infermeria.

Sono questi gli anni della “guerra del sapone” che vede contrapposte la Mira e la sua più agguerrita concorrente, la piemontese Unione Stearinerie Lanza. La produzione e le strategie di marketing delle due società sono praticamente identiche, e la competizione abbatte drasticamente i prezzi, contribuendo alla diffusione in Italia del sapone con innegabili effetti positivi sull’igiene pubblica di un paese appena uscito da una lunga guerra. Dopo anni di concorrenza spietata, l’arrivo in italia di forti competitor stranieri (le tedesche Benckiser e Henkel e l’americana Procter & Gamble) spinge i due storici nemici a una alleanza che si traduce nel 1924 nella fusione tra le due aziende con la nascita della Mira Lanza.

I progetti della centrale termoelettrica che non venne mai realizzata (1939) [1]

A seguito della fusione lo stabilimento di Roma subisce molte trasformazioni dovute alle ottimizzazioni sinergiche. La palazzina che ospita la direzione e gli uffici, non più necessaria poiché la sede della nuova società si trova a Genova, viene dismessa e ceduta al Comune di Roma che ne fa una scuola, tutt’oggi esistente (edificio 8 nella mappa). Vengono inoltre costruiti nuovi edifici, non collegati alla produzione vera e propria ma più che altro alla logistica o ai servizi, come gli alloggi per gli operai, due dei quali sono ancora presenti, in stato di abbandono, in via dei Papareschi.

Gli alloggi degli operai su via Papareschi, in mappa (12)

Gli alloggi degli operai su via Papareschi, in mappa (13)

 La Mira Lanza, nel periodo tra le due guerre, continua a crescere aumentando incassi e profitti. Durante il fascismo arriva addirittura a produrre per la concorrente Palmolive, che riesce così ad aggirare il protezionismo del regime.

La seconda guerra mondiale provoca una profonda crisi aziendale, dovuta alla carenza di mano d’opera e di materie prime. Subito dopo il conflitto la Mira Lanza inizia a produrre i primi detersivi sintetici, non più basati su materie prime di origine animale. Questo porta in breve tempo all’obsolescenza degli impianti di Roma la cui tecnologia era basata sull’utilizzo degli scarti di macellazione del vicino mattatoio: risulterebbe troppo oneroso riconvertirli. Si arriva così alla chiusura dello stabilimento di produzione romano nel 1952.  La parte dello stabilimento vero e proprio viene ceduta la comune di Roma nel 1961 mentre gli edifici e i magazzini che affacciano su via Pacinotti saranno utilizzati ancora per molti anni per la distribuzione ai grossisti e per la gestione dei premi della famosa raccolta di figurine.

La produzione nel Lazio riprenderà nel 1964 con la costruzione dello stabilimento di Mesa, in provincia di Latina.

Attualmente una parte del nucleo originario della Società prodotti chimici colle e concimi  è stata ristrutturata e recuperata e ospita il teatro India del Comune di Roma (area 1 nella mappa).

L’area ristrutturata del teatro India, in mappa (1) e (4). Sullo sfondo il gasometro sulla riva opposta del Tevere.

Forni pirite e deposito acido solforico, in mappa (4)

L’area adiacente (2 e 3 in mappa), sempre del nucleo storico di fine ‘800, è in totale abbandono ed è stata oggetto di numerose occupazioni. A seguito di uno sgombero nel 2014 la parte (2)  è data alle fiamme e viene pesantemente danneggiata.

Gli edifici che affacciano su via Pacinotti, gli ultimi a essere dismessi negli anni ’70, sono oggi utilizzati dalla Croce Rossa Italiana.

Il vecchio ingresso su via Pacinotti, oggi in uso alla Croce Rossa, in mappa (10)

Nel 2016 999Contemporary si rende protagonista di un interessante iniziativa con l’artista francese Seth: l’area (2) viene trasformata in un museo “abusivo” grazie alle istallazioni e ai disegni di Seth. Per visitare il museo occorre entrare abusivamente e illegalmente nell’area da un buco nella recinzione. Vuole essere una provocazione per le istituzioni capitoline affinchè si rendano parte attiva nel recupero dell’area. Dal 2017 una famiglia Rom abita nel museo e Tito, il capo famiglia, ne è direttore e curatore .

Mappa attuale dell’area (Google maps) con legenda degli edifici

Legenda degli edifici (tra parentesi la data di costruzione)

  1. Magazzino (1919). E’ stato ristrutturato e attualmente ospita il teatro India
  2. Saponificio (1919). In abbandono, ospita l’Ex Mira Lanza Museum
  3. Caldaie ed estrazione grassi (1919). In abbandono
  4. Forni pirite e deposito acido solforico (1919). In ristrutturazione in carico al teatro India
  5. Deposito perfosfato (1907). Attualmente in dotazione alla Croce Rossa Militare
  6. Uffici e abitazioni (1899-1907). Attualmente in dotazione alla Croce Rossa Militare
  7. Portineria, infermeria, asilo, refettorio (1918).
  8. Direzione generale, uffici tecnici e laboratori chimici (1918). Venduto al comune di Roma ospita, dal 1924,  la scuola Giovanni Pascoli.
  9. Area della Società Italoamericana del petrolio (1906).
  10. Stazione autocarri (1919). Attualmente in dotazione alla Croce Rossa
  11. Scuderie (1920).
  12. Alloggi. In abbandono
  13. Alloggi. In abbandono
  14. L’area, ora vuota, ospitava alcune parti degli impianti, tra cui: macchinario per il superfosfato, deposito acido nitrico, deposito solfato di rame, spogliatoio e mensa, portineria, raffinazione olii, impianto per la glicerina di liscivia. Sempre in quest’area avrebbe dovuto sorgere la centrale termoelettrica alimentata con gli scarti della sansa di oliva. Venne presentato il progetto con la richiesta edilizia al comune nel 1939 ma la guerra mondiale alle porte fermò la costruzione.

Galleria fotografica (pellicola b/n)


Galleria fotografica (l’installazione di Seth)


Riferimenti in rete

Bibliografia

  • ENRICA TORELLI LANDINI, 2007, “Roma – Memorie della città industriale“, Palombi editore (da cui sono tratte le immagini [1]  dei progetti d’epoca 

I mercati generali di via Ostiense a Roma

Con il trasferimento della capitale a Roma, nel 1870, si sceglie l’area a sud della città per lo sviluppo di molte infrastrutture fondamentali. L’area viene scelta per la facile movimentazione delle merci grazie al fiume Tevere, allora navigabile sino al mare, e alla ferrovia Roma-Civitavecchia.

Numerose le attività produttive che sorgono in quest’area.

mercati_generali_mappa

L’area Ostiense/Testaccio oggi (2016)

Le principali sono:

  • tra il 1888 e il 1890 viene costruito il mattatoio (A), su progetto di Gioacchino Ersoch
  • nelle immediate vicinanze sorgono i laboratori conciari che ne utilizzano i pellami di scarto
  • sempre per sfruttare gli scarti del mattatoio, nel 1899 si insedia nell’area la società Colla e Concimi (C)
  • nel 1910 inizia la produzione la Fabbrica del Gas (D), utilizzando il carbone che arrivava via fiume su chiatte o via ferrovia dal porto di Civitavecchia (l’origine del carbone era l’Inghilterra). La ferrovia passava sul ponte in ferro, tuttora esistente e oggi adibito al traffico automobilistico.
  • nel 1912 vengono inaugurati i magazzini generali (B)
  • la Società Colla e Concimi viene rilevata dalla Miralanza (C) nel 1918 che inizia la produzione prima di candele e poi di detersivi, utilizzando il grasso animale proveniente dal mattatoio
  • nel 1912 viene inaugurata la centrale elettrica Montemartini (E)
  • nel 1913 iniziano i lavori per la realizzazione dei mercati generali (F), inaugurati poi nel 1922
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La “fabbrica del gas”, in una foto d’epoca, vista dalla sponda opposta del Tevere

E’ la giunta del sindaco Ernesto Nathan (in carica dal 1907 al 1913) ad individuare l’area per i nuovi mercati lungo la via Ostiense: il voto del Consiglio Comunale è del 24 giugno 1910. Il progetto originale, dello stesso anno, è di Emilio Saffi e prevede due distinte aree: una per gli erbaggi e la frutta e un’altra per le carni, le uova e il pesce. Inoltre l’area (138 mila mq) è servita dalla linea ferroviaria e, nel breve futuro, dalla linea ferrata Roma-Ostia che sarà ufficialmente inaugurata nel 1924.

Nella Rivista di Ingegneria Sanitaria e di Edilizia Moderna del 15/05/1915 troviamo una interessante descrizione del progetto del Saffi:

I lavori iniziano nel 1913 e, a causa anche dello scoppio della prima guerra mondiale, vanno molto a rilento. La prima parte viene aperta solo nel 1922 e i lavori per il completamento continuano per numerosi anni ancora.

Sino alla loro chiusura i mercati generali furono teatro di una folcloristica usanza natalizia: il Cottìo. Si trattava dell’asta del pesce che aveva luogo la notte dell’antivigilia di Natale. In tale occasione i cancelli dei mercati generali venivano aperti e i commercianti  offrivano cartocci di pesce fritto al pubblico.

L’area viene utilizzata fino al 2004 quando i mercati generali vengono trasferiti definitivamente nell’area ad est della capitale lungo l’asse della Tiburtina.

Nel 2005 l’architetto Rem Koolhas vince il bando internazionale per la riqualificazione dell’area, indetto dal Comune di Roma. Inizia così un lungo cantiere che a tutt’oggi (2016) non ha recuperato che la facciata su via Ostiense a seguito di intricate vincende.

 


Foto storiche


Gallerie fotografiche

 

Foto Pasquale Aiello


Riferimenti in rete